IL VESTITO DELLA FESTA

Ormai tutti, sia donne che uomini, abbiamo armadi e cassetti pieni di vestiti, in ogni stagione. Alla fine indossiamo quasi sempre gli stessi pochi abiti: perché sono comodi, perché sono dei nostri colori preferiti, perché sono più alla moda, alcuni perché indossati ci fanno particolarmente sentire a nostro agio durante la giornata, altri perché sono dei classici eleganti adatti alle occasioni per varie ricorrenze. Magari alterniamo gli abbinamenti tra sotto e sopra, oppure cambiamo gli accessori, per far sembrare diverso anche lo stesso abbigliamento. Gioielli, anche di bigiotteria, dai più semplici, ai più bizzarri e colorati; da quelli quasi invisibili a quelli molto vistosi. Piccoli trucchi per vestire in modo piacevole senza svenarsi. È evidente comunque che compriamo troppi capi: tra saldi, prezzi stracciati sulle bancarelle del mercato, promozioni…. Approfittiamo un po’ durante tutto l’anno di occasioni convenienti, salvo in molti casi renderci conto a casa che non sono acquisti proprio ben fatti. C’è la maglietta che segna la pancetta, è troppo scollata o col collo troppo alto che soffoca; la gonna che segna i fianchi, è troppo corta, è un modello che ingrossa; il pantalone che segna il lato b, è troppo aderente o troppo largo…Insomma un’infinità di difetti più o meno veri, fanno sì che roba nuova finisca subito in un angolo e lì ci resti. Ad ogni cambio di stagione, una buona parte di ciò che spostiamo negli armadi sarebbe da buttare, ma come si fa con capi nuovi o quasi?? Ecco perché accumuliamo montagne di abiti che probabilmente non indosseremo. È uno spreco che potremmo e dovremmo imparare a ridimensionare, pensando a qualche decennio fa, quando ci potevamo permettere davvero poco, anche nell’abbigliamento. La maggior parte di noi aveva 1 solo abito per la domenica, “ per la festa”, tenuto molto da conto, per andare la mattina a Messa e il pomeriggio a trascorrere qualche ora con le amiche o con il fidanzato. Durante i giorni feriali “ per èl dé de laur” avevamo un paio di cambi d’abito o poco più. Le donne di casa indossavano sempre il grembiule, per non sporcare e sciupare gli abiti di tutti i giorni, non avendo la lavatrice e pochi cambi nell’armadio. D’inverno, ricordo che mia nonna non aveva il cappotto, ma un grande scialle di pesante lana nera, con lunghe frange, calze di lana e ciabatte chiuse, tutto nero.  Mia mamma invece vestiva già un po’ più moderna, sempre tuttavia con colori piuttosto scuri o neutri, però aveva almeno per l’inverno cappotto e stivali. Anche per gli uomini il numero d’abiti era limitato, con biancheria intima di tela bella resistente confezionata in casa con la famosa macchina da cucire Singer, così come l’intimo di lana, sferruzzato da mamme e mogli. Si è passati dall’essenziale, anzi scarso, all’eccesso e ancora, a volte, ci lamentiamo perché al mattino ci sembra di non aver niente di decente da mettere!

Ornella Olfi