CI SARA’ PURE UN GIUDICE A BERLINO

Espressione mutuata da un lavoro teatrale, di Bertolt Brecht, che narra le vicende d’ un mugnaio prussiano in lotta contro il suo imperatore che, forte del suo potere assoluto, vuole togliergli la proprietà del mulino. Al solo scopo di abbatterlo perché offende il paesaggio intorno al suo castello, la famosa reggia di Sans Souci: un abuso evidente. L’imperatore le prova tutte, anche a costo di corrompere giudici ed avvocati cui il mugnaio si rivolgeva. Alla fine, un giudice onesto accoglie le sue ragioni. L’espressione si usa per far intendere che la giustizia vince.

Restando da noi, di simile giudice, e simile giustizia, avrebbe bisogno un nostro concittadino monteclarense, ormai divenuto ex: per disperazione, delusione e vita rovinata. Il riferimento è ad Alessandro Zorzi ed al suo ormai decennale contenzioso col comune di Montichiari. Zorzi abitava in una villetta antistante il LIDL. La costruzione della rotonda in zona LIDL-Albergo Aurora deve, a suo dire, aver modificato il flusso delle acque piovane. Al punto che, ad ogni temporale, l’acqua entrava nello scantinato. In caso di precipitazioni intense, il livello dell’acqua era tale da essere distruttivo per l’arredamento, gli impianti elettrici, gli automezzi. Con una vicenda di pericolo per la figlia disabile e in carrozzella.

Da allora è iniziato il suo contenzioso-calvario. Un primo rimedio l’ha posto il sindaco Fraccaro. Che ha fatto realizzare 4 vasche di contenimento, facendo cessare le “inondazioni”. Ma i danni, devastanti, erano stati fatti. Tanto che, dopo che Zorzi, sbattendo la porta, s’è trasferito in altro comune, la casa è stata ristrutturata ma, forse, sarebbe il caso di dire completamente rifatta. Zorzi punta il dito contro la costruzione della rotonda e relativo  sistema drenante. E che le 4 vasche di raccolta, delle acque piovane, abbiano risolto il problema, è un pesante indizio. Nonostante le ripetute denunce, Zorzi non è venuto a capo di nulla. Personalmente ho pensato ad una perizia giurata che attesti la verità dei fatti. Per vie traverse, mi risulta che Zorzi ne abbia fatto richiesta alla magistratura.

Non occorre un giudice a Berlino, ma a Brescia, che si pronunci in merito facendo chiarezza su tutta la vicenda ed indichi le responsabilità: in sostanza, chi deve pagare. Temo che, a differenza del mugnaio prussiano, la vicenda finisca nel nulla: per i tempi lunghi, per indifferenza, per stanchezza. Per un cittadino vedersi negare giustizia –  magari fino a sentirsi dire che ha torto e nulla gli è dovuto – sìa il massimo dell’ingiustizia. Di questa vicenda si sono occupati solo  due “giornalucoli” locali: l’Eco e Montichiari Week.

Dino Ferronato